La storia

I familiari di Lucia
Si sa che era di nobile casato e che il padre morì quando Lucia era ancora piccola. Da allora madre e figlia vissero l’una per l’altra. Possiamo immaginare Lucia trascorrere la sua infanzia sotto lo sguardo e le cure affettuose della madre Eutichia che si rallegrava di tanta leggiadra giovinetta, speranza del nobile casato. Lucia non amava la vita oziosa e spensierata che conducevano i giovani dell’ambiente ricco e patrizio.
Educata alla rettitudine, alla pietà e alla carità, Lucia si apriva dolcemente alla luce suprema del Vangelo e nel suo cuore si faceva strada un desiderio sempre più intenso e prepotente: quello di somigliare sempre più alla Vergine Maria promettendo solennemente, nel segreto del suo cuore, di consacrarsi interamente al suo celeste Sposo. L’elogio dei figli, specialmente delle figlie, va alla madre, sentenziò una volta il Cantù e non avrebbe potuto pronunciare una verità più vera perché la madre è veramente la maggiore ispiratrice di tutto il bene che, specialmente una figliola, può riuscire ad operare e, a sua volta, suscitare quando, anche lei sarà diventata madre.
Eutichia oltre al vanto di avere generato quel frutto, ha avuto il merito di farlo maturare in modo tale che anche oggi tante madri potrebbero guardare orgogliose a quella figlia e tante figlie benedire e ammirare quella madre.
In pellegrinaggio al sepolcro di S. Agata
La storia della Chiesa di quel tempo, è tutto un cielo ingemmato di stelle luminose rappresentato dallo sterminato esercito di martiri che da Cristo hanno ottenuto la palma del martirio nelle persecuzioni contro il cristianesimo. Fra queste stelle, certamente una guidava ed illuminava Lucia: Agata, astro della chiesa di Catania, morta martire durante le persecuzioni di Decio Imperatore il 5 febbraio dell’anno 251. Sant’Agata. bella e ricca fanciulla, fu sottoposta ad indicibili torture per non sottostare ai desideri di Quinziano, prefetto della Sicilia, per cui moriva nelle carceri. In seguito, sul luogo del suo martirio fu eretto un tempio che oggi porta il nome di Sant’Agata Vetere.
La fama della gloriosa Sant’Agata si sparse per tutta la provincia (allora la Provincia comprendeva tutta la Sicilia) a causa dei miracoli da lei operati ed era motivo di culto anche per i cittadini siracusani che si recavano in pellegrinaggio al sepolcro della martire catanese per pregare. Fu così che Lucia, preoccupata per la salute della mamma che da qualche tempo soffriva di flussi di sangue senza alcuna speranza di guarigione, intraprese un pellegrinaggio nella non lontana Catania per pregare sulla tomba di Sant’Agata e ottenerne la grazia di una pronta guarigione.
Lucia prega S. Agata
A Catania, Lucia e la madre giunsero probabilmente il 5 febbraio 301, giorno della festa della Santa. Quale soddisfazione per la giovane Lucia nel poter avere la gioia di pregare l’invitta martire nel tempio a lei dedicato, nella speranza che la mamma guarisse dal suo male e riprendesse piena salute.
Per sé supplicò la grazia di dedicare la vita a Dio, nella speranza che la madre rinunziasse al desiderio di darla in sposa ad un giovane che si era innamorato di lei. Intanto nel tempio, durante la sacra funzione, si diede lettura del passo del Vangelo di Matteo riguardante l’avvenuta guarigione di una povera donna, l’emorroissa, conseguita al semplice tocco del lembo della veste del Signore. All’udire quell’episodio evangelico, Lucia, rivolta alla madre, disse: “La martire Agata, serva del signore, ha presso di Lui libero accesso e sarai guarita per sua intercessione se toccherai fiduciosa il sepolcro di lei”.
L’apparizione di S. Agata
Terminata la funzione religiosa, si avvicinarono al sepolcro e si prostrarono pregando a lungo. L’anima di Lucia si dischiuse tutta in fervida preghiera e, come rapita in estasi, fu presa da un sonno soave. Le apparve Sant’Agata glorificata tra due angeli, nell’atto di rivolgerle la parola e di dirle: “Lucia, sorella mia, perché chiedi a me quel che tu sei in grado di ottenere per altri? Ecco, tua madre sarà sana per la tua fede. E come per mezzo mio viene beatificata la città di Catania, così per mezzo tuo sarà salvata la città di Siracusa”. Lucia svegliatasi da così radiosa visione disse alla madre: “Madre, la nostra preghiera, per intercessione di Sant’Agata, è stata esaudita. Per grazia di Cristo, ecco tu sei guarita”.
Rivelazione alla madre
La fanciulla sentì in cuor suo che quello era il momento di rivelare alla madre la sua segreta decisione di consacrarsi a Dio rinunciando ad uno sposo terreno. Il suo sposo era e sarebbe stato Gesù, per sempre. Eutichia, che sentiva ritornare le forze, col cuore colmo d’amore e di riconoscenza capì che le opere buone erano la prova più eloquente della gratitudine verso Dio e convenne che la ricca dote di Lucia fosse donata ai poveri. Comprese così che la volontà di Lucia era un atto d’amore definitivo verso Dio.
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